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mercoledì 2 maggio 2018

Guess who's back?


Nuntio vobis gaudium magnum habemus
finalista di Champions League e, toh che novità, è il Real Madrid di Zinedine Zidane. Dopo la vittoria per 2-1 ottenuta all'Allianz Arena, i blancos hanno pareggiato 2-2 in casa, guadagnandosi la terza finale consecutiva, la quarta negli ultimi 5 anni.


Tuttavia, basta dare un'occhiata ai dati della doppia sfida per capire che i bavaresi non sono stati affatto inferiori agli spagnoli. Anzi. Ad esempio, per quanto riguarda i tiri, il Bayern ha superato il Real per 33 a 16. Limitando il conteggio ai tiri in porta, il vantaggio dei tedeschi è di 13 a 7.

E le conclusioni non sono l'unica categoria a favore dei tedeschi. Infatti, molti altri valori relativi alla mole di gioco pendono a loro favore. Ad esempio, il Real Madrid ha battuto nei due match un totale di 9 calci d'angolo, mentre i corner del Bayern sono stati ben 21. Un dato che suggerisce come il pallino del gioco sia stato più nelle mani dei bavaresi che in quelle dei madrileni.

A confermarlo arrivano altre due importanti voci statistiche: il numero totale dei passaggi realizzati e la percentuale di possesso palla. Riguardo ai tocchi, il Bayern ha surclassato il Real: 1.065 a 685; 380 tocchi in più, spalmati sul 57.5% di possesso palla tenuto dagli uomini allenati da Jupp Heynckes.

Quest'ultimi hanno dominato la doppia sfida anche a proposito dei chilometri percorsi. Infatti, nel complesso i giocatori della squadra di Monaco hanno corso 228.8 km, contro i 221.4 del Real Madrid.

In pratica, un dominio tattico, tecnico e fisico. Ma, ça va sans dire, non realizzativo. Il Bayern, di fatto, ha sciupato la superiorità tracciata fin'ora riuscendo a tramutare in goal solo una minima parte delle occasioni create. Decisamente meno di quanto statisticamente avrebbe dovuto fare.
 

Tutto ciò ha un prezzo alto da pagare: un'eliminazione molto cocente. Viceversa, il Real vola a Kiev, dove sul prato dello Stadio Olimpico cercherà di rimettere in scena quanto già mostrato a Lisbona, Milano e Cardiff. Quest'anno la squadra di Madrid ha buttato fuori PSG, Juve e Bayern, ovvero tre delle favorite per la vittoria finale.

Gli uomini di Zinedine Zidane si presentano, di diritto, come i favoriti. L'allenatore francese, inoltre, in terra ucraina diventerà il terzo allenatore della storia (dopo Fabio Capello e Marcello Lippi) a disputare tre finali consecutive. Lui che in carriera non è ancora mai stato eliminato in Champions.

A prescindere dalle polemiche, siamo di fronte a una squadra epocale, destinata a rimanere nella storia. Vedremo se nell'ultimo atto della Champions League 2018 Sergio Ramos alzerà di nuovo il trofeo o se, invece, dalla semifinale di stasera tra Roma e Liverpool uscirà l'underdog capace di ribaltare i favori dei pronostici.

Chi vivrà, vedrà.

#DAM

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